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Italian Baja C.I. Cross Country Rally seconda tappa


Elvis Borsoi-Stefano Rosso (Mitsubishi Pajero # 227)
La ventunesima edizione dell’Italian Baja è praticamente in mano a Boris Gadasin, il campione russo che con il fuoristrada G-Force ha vinto nel passato tre volte la maratona pordenonese e che, alla fine della prima tappa, è al comando della classifica assoluta della gara; ma anche nelle mani di Elvis Borsoi, pilota veneto dello Rteam che, con la Mitsubishi Pajero 3.2 DiD, guida la classifica del Campionato Italiano Cross Country.
Domani domenica è in programma la terza e conclusiva tappa, con quattro settori selettivi per 126 chilometri cronometrati ed arrivo alle 15.30 alla Fiera Pordenone.
Le prime fasi della competizione organizzata da Fuoristrada Club 4×4 ed Automobile Club Pordenone sono state avvincenti, ma i duri passaggi sui magredi dei fiumi Cosa e Meduna hanno segnato pesantemente le prestazioni di alcuni dei protagonisti del Tricolore, permettendo ai più esperti però di fare la differenza.
La filosofia del procedere a piccoli passi adottata da Elvis Borsoi, a bordo del Mitsubishi Pajero 3.2 DiD, gli permette d’essere al comando della gara Tricolore e della classifica T2, dei veicoli di serie. Il veneto, in coppia con il navigatore Stefano Rossi, conduce con margine con 11’40” su Alberto Spinetti e Lara Giusti, secondi anche di T2 su Suzuki Grand Vitara 1.9 DDiS, ma primi del Suzuki Challenge.
E’ una situazione di classifica che vede al terzo posto il lombardo Armando Accadia, navigato da Cristian Darchi, a 14’37” dal leader e secondo del trofeo Suzuki del suo sessantatreesimo compleanno. Un contesto che è venuto a determinarsi allorché sono sopraggiunti problemi d’alimentazione al propulsore dell’L200 Pick Up di Riccardo Colombo, affiancato da Massimiliano Catarsi alle note, “Non sappiamo se i problemi derivino dai falsi contatti elettrici, oppure dovuti all’aspirazione di acqua nell’attraversamento dei guadi, ma il motore non spinge come dovrebbe e siamo lenti in prova”, e per quelli patiti da Lorenzo Codecà, primo leader della gara e poi in difficoltà per una foratura ed il mal funzionamento di un sensore del sei cilindri del Suzuki Grand Vitara “…non sappiamo bene a cosa imputare la defaillance che sta rallentando la nostra corsa, sicuramente molto è viene a determinarsi dall’elevato livello d’acqua dei guadi, che in pratica entra dappertutto”; ma anche per le rotture al fuoristrada che hanno condizionato la gara di Miki Biasion, a quelle di Claudio Petrucci, con il Great Wall imbrigliato dall’acqua del primo guado affrontato, e quelle sofferte da Diego Salerno bloccato da una sospensione rotta del prototipo, o al cambio rotto al Mitsubishi di Alessio de Angelis. Anche il giovane Dalmazzini è stato rallentato dal mal funzionamento della trasmissione del sul Suzuki, in conseguenza del forte impatto subito nell’affrontare una serie di ampie buche.
E’ così una sfida a due per il quarto posto quella che è andata in scena nel finale di tappa, con il pilota della Suzuki, Codecà a precedere di due minuti e trentasette secondi Colombo. Sesto della classifica Tricolore all’Italian Baja è Carmine Salvi, a precedere il romano Massimo Mancusi terzo del Suzuki Challenge con il Grand Vitara 1.9 DDiS.
Il pilota friulano Giomini, Mitsubishi Pajero, non ha problemi e prosegue al comando della gara, con buon vantaggio su Crozzolo al volante di un Nissan Navara Ermolli.
Ritirati i fratelli Silvio e Tito Totani.
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